Elaborato sulla base dei testi tratti da “Campagna Amica” - ©Edizioni Tellus
La Campania è la prima regione in Italia per quanto riguarda la produzione di albicocche, forte di oltre 67mila tonnellate di prodotto nel 2007.
E di queste, la maggior parte proviene dal comprensorio vesuviano, dove circa 3.000 ettari di albicoccheti forniscono un totale produttivo che si attesta attorno alle 49mila tonnellate all'anno. Come si vede, si tratta di un dato di tutto rispetto e non solo in termini quantitativi.
La magica miscela di elementi minerali (potassio in particolare) che caratterizza questi terreni lavici dà vita a una qualità di frutti di grande sapidità e dolcezza e che si distinguono per la polpa gialla, zuccherina e profumata. Abate, acqua di serino, boccuccia, cafona, ceccona, monaco bello, pellecchiella, prete, nennella, palummella, portici, san castrese e vitillo sono alcune delle varietà più diffuse: con il termine generico di “albicocca vesuviana” si indica infatti un insieme di quaranta diversi biotipi tutti originari dello stesso luogo.
I frutteti sono disposti ad altitudini differenti tanto che le albicocche sono disponibili sul mercato da fine maggio a fine luglio.
La grande tipicità e l'eccellenza dell'albicocca vesuviana ha fatto sì che sia stato richiesto il riconoscimento Igp, attualmente in corso di esame presso la Commissione Europea.