Il carciofo si è diffuso nella Valle del Sele durante gli anni Venti, in concomitanza con le vaste opere di bonifica e di trasformazione agraria seguite alla riforma fondiaria.
La superficie attualmente investita a carciofo in questa area è di circa 2.000 ettari e da qui proviene il 90% della produzione cinaricola campana. I confini del territorio a indicazione geografica protetta (IGP) comprendono parte della Provincia di Salerno, ricadendo nei comuni di Agropoli, Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Campagna, Capaccio, Cicerale, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Ogliastro Cilento, Pontecagnano Faiano e Serre.
La varietà locale è il Carciofo Tondo di Paestum, ecotipo pregiato del Romanesco. Di colore verde con sfumatura violetto-rosacea, rispetto ad altre cultivar il Carciofo di Paestum si caratterizza per la forma sferica, la grossa pezzatura, la compattezza e il sapore eccellente. Altro importante elemento di tipicità è l'assenza di spine nelle brattee.
La moltiplicazione del carciofo avviene attraverso i cosiddetti “carducci”, germogli ascellari che spuntano alla base della pianta e vengono staccati poco prima dell'impianto, dando a loro volta vita a piantine che radicano bene e sono quindi in grado di fornire produzioni abbondanti. Il trapianto si effettua tra il 15 di luglio e il 31 di agosto, oppure tra il primo e il 30 settembre se si utilizzano carducci prelevati direttamente dalle piante madri. La carciofaia deve essere mantenuta in coltivazione per non più di tre anni. La raccolta viene effettuata nel periodo compreso tra il primo febbraio ed il 20 maggio: tale caratteristica di precocità consente al Carciofo di Paestum di essere presente sul mercato prima di ogni altro tipo di carciofo del tipo Romanesco.
Tratto da “Campagna Amica” - ©Edizioni Tellus