
Il Fiore Sardo è un formaggio pecorino di origini molto antiche: se ne ha traccia già nel periodo nuragico e documenti del 1800 testimoniano che questo prodotto era esportato con successo fuori dall’isola, in particolare a Napoli dove era molto apprezzato come condimento per i maccheroni.
L’etimologia del nome è varia: per alcuni deriverebbe dal succo del fiore di cardo che un tempo si usava per la cagliata, altri lo riconducono alle forme di legno usate nella lavorazione sul cui fondo era scolpito un fiore, forse un giglio, che lasciava sul formaggio un vero e proprio marchio che conteneva spesso anche le iniziali del nome del produttore. La denominazione del Fiore Sardo è stata riconosciuta come DOP nel 1996.
Il Fiore Sardo è prodotto nell’intero territorio regionale con metodi artigianali, spesso dagli stessi allevatori delle pecore. La cagliata viene rotta fino ad ottenere grani della dimensione di un chicco di riso, poi viene spurgata e subito trasferita nei tipici stampi tronco-conici. Segue la salatura, in salamoia e a secco, e la maturazione che avviene in appositi locali per un tempo variabile dai 2 agli 8 mesi. Durante questo periodo le forme vengono girate di frequente e strofinate con sale o grasso di pecora.
Il prodotto finito ha pasta dura, bianca o giallo paglierino, e un sapore più o meno piccante a seconda del grado di maturazione.
E’ utilizzato come formaggio da tavola quando non supera i 3 mesi di stagionatura, mentre se questa supera i 6 mesi viene utilizzato come formaggio da grattugia, ottimo come condimento di salse e sughi per primi piatti. Si accompagna bene anche ad affettati, miele, marmellate e frutta.