
Più delle metà del territorio laziale è collinare con pianure costiere poco sviluppate che consentono un’ottima produzione di frutta e cereali, mentre nelle montagne, che si estendono nella parte dell’Appennino, è maggiormente praticata la viticoltura e l’olivicoltura. Agli estremi nord e sud della regione troviamo rispettivamente la Maremma laziale e l’Agro Pontino, zone geograficamente e agronomicamente coerenti con le regioni confinanti, caratterizzate da produzioni fortemente tipiche come i carciofi, i fagioli, le olive, il pane.
Nelle aree del frusinate e del viterbese la produzione prevalente è quella vinicola, mentre la Sabina è territorio altamente specializzato nella produzione di olio extravergine d’oliva molto apprezzato dai consumatori e dai critici.
La cerealicoltura è un altro settore piuttosto importante e sviluppato nelle aree pianeggianti, mentre dalle aree boschive si ricavano, in stagione, produzioni rilevanti di funghi e castagne; inoltre la frutticoltura è in crescita in tutta la regione.
Importante, infine, è l’allevamento, specialmente ovino e bovino, con conseguente produzione di formaggi di qualità; mentre in provincia di Frosinone sono presenti delle vere nicchie di eccellenza per quel che riguarda l’allevamento caprino e suino.
La gastronomia laziale è molto legata ai gusti e agli usi dei contadini con preparazioni spesso caratterizzate da ingredienti molto poveri, mentre i cibi raffinati e il buon vino hanno caratterizzavano le tavole dell’aristocrazia.